Il rituale del brindisi: tradizione, cultura e superstizioni intorno al vino
In tutto il mondo esistono pochi gesti così universali come il brindisi: una buona bevanda, il tintinnio dei bicchieri e l'augurio del meglio alla persona che hai di fronte. Ma conosci l'origine di questa antica tradizione? Come si celebra in tutto il mondo? Resta con noi, te lo raccontiamo.
Origine
Il termine brindisi deriva dalla parola tedesca "bring dir's". A quanto pare, questo termine, che si è evoluto fino alla parola italiana “brindisi”, è attribuito ai “lanzichenecchi”, mercenari tedeschi al servizio di Carlo V, i quali, dopo aver saccheggiato Roma nel 1527, esclamarono questa espressione per offrire la vittoria e la città all'imperatore mentre alzavano il calice. Tuttavia, questo gesto è molto più antico, poiché, sebbene l'origine sia incerta, si sa che i romani e i greci avevano anch'essi diversi rituali prima di bere: dal versare parte del liquido a terra come offerta agli dei, al gesto di alzare il calice affinché gli schiavi lo riempissero, passando per la perfida teoria dell'avvelenamento dove, dopo aver urtato i calici, entrambi i bevitori si assicuravano che nessuno dei due contenitori contenesse sostanze nocive.
Brindisi tradizionale all'europea: Spagna, Italia, Francia, Germania e Inghilterra
Mentre in Spagna è più comune dire «Salud» quando si brinda, in Germania si augura "Prost" (è anche vietato brindare incrociando i calici) e in Francia Santé (il calice non deve essere riempito oltre la metà)
Indipendentemente dalla lingua, gli europei mantengono alcuni gesti fissi come guardarsi negli occhi o bere a piccoli sorsi.
Nel caso della Spagna, il famoso chin-chin deriva dalla parola cinese “qing”, che significa «per favore». Sembra che questa espressione fosse usata dall'ospite durante le riunioni per invitare i commensali a svuotare i loro calici. Dopo la guerra franco-cinese, questa espressione arrivò in Europa per mano dei soldati che vi combatterono. In ogni caso, è vietato dire “L'ultima e ce ne andiamo” poiché questa espressione è associata alla sfortuna della morte. Meglio non sfidare la sorte…
Un altro caso molto interessante è l'Inghilterra, dove l'espressione “toast” deriva direttamente dall'antica abitudine di immergere una fetta di pane nella bevanda. Il pane imbevuto di vino caldo era il cibo abituale nell'Europa medievale. Curioso, vero?
Armenia e Georgia
Per quanto riguarda il resto del mondo, esistono ancora modi molto peculiari di brindare. Nel caso della Georgia, prima del brindisi, è obbligatorio che ciascuno dei bevitori racconti una storia per rendere omaggio all'ospite; mentre in Armenia la consuetudine prevede che l'ultimo a finire il calice debba pagare la bottiglia successiva. Non farti cogliere impreparato!
Cina e Giappone
Molto più meticolosi e attenti sono in Asia. In paesi come la Cina, il brindisi, trattato come un vero e proprio rituale, è inevitabilmente legato alla chiusura di un affare. In questo caso, la bevanda viene sempre servita alla persona di rango o età maggiore e, in caso di brindisi, i bicchieri o calici vengono urtati lentamente, assicurandosi che il bicchiere non sia mai sopra il calice dell'ospite o della persona più anziana. Una volta urtati i calici, il contenuto del bicchiere deve essere finito completamente… E attenzione a non partecipare al brindisi, poiché potrebbe essere considerato una mancanza di rispetto!
Nel caso del Giappone, questo cerimoniale si mantiene, poiché quando si è in gruppo non ci si deve mai servire da soli.
Ungheria
In altri paesi, il brindisi è arrivato persino a essere un gesto proibito. Così è accaduto in Ungheria tra il 1848 e il 1998, poiché questo gesto ricordava le vittorie dell'Austria sull'Ungheria nel XIX secolo. In quei conflitti, gli austriaci, ogni volta che giustiziavano un ungherese, brindavano rumorosamente con la birra, diventando oggi un gesto ancora malvisto e che ferisce le sensibilità.
Svezia, Russia e Finlandia
In Svezia, l'origine del brindisi -conosciuto come “Skål”-, risale all'epoca dei vichinghi. Prima di bere, questi guerrieri si guardavano intensamente per assicurarsi che il loro omologo bevitore non stesse per estrarre un'arma. Sebbene molto meno violento, questo gesto si mantiene oggi, guardandosi intensamente negli occhi ogni volta che c'è qualcosa da celebrare.
La stessa forza dimostrano in Russia, dove al grido di “Vashe zdorovie” la vodka deve scorrere senza badare alle conseguenze. Infatti, mescolare questa bevanda con qualsiasi altro complemento è malvisto, essendo necessario finire sempre la bottiglia.
Nel caso della Finlandia, le cose cambiano radicalmente. La storia racconta che quando i navigatori finlandesi arrivarono in Inghilterra nel X secolo, i proprietari dei pub chiedevano loro di mantenere la pace («keep the peace» in inglese). I finlandesi, non comprendendo nulla della lingua, emularono la frase ogni volta che alzavano i loro calici, derivando infine in “Kippis”.
Nigeria
Molto più spirituali sono in Nigeria, dove il motto generale al momento di brindare è “Ekele diri”, che significa «Ringraziamo». Un brindisi che, senza dubbio, va dritto al cuore.
In definitiva, brindare è molto più che urtare i calici… È cultura, storia, superstizione e, soprattutto, un desiderio condiviso. Quindi, la prossima volta che alzi il tuo calice, fallo con stile, rispetta la tradizione locale e brinda per ciò che conta: essere insieme.