Quando parliamo di Rioja, parliamo di vino. Tuttavia, a Labastida, questo vino possiede un accento distintivo. Qui, in questo storico villaggio della Rioja Alavesa, un gruppo di viticoltori ha deciso di volgere lo sguardo al passato per poter progredire. Così è nato Cosecheros de Labastida, un progetto che sovverte le regole del gioco: passare dai vini di cantina ai vini di vigneto, dai marchi alle persone, dalla produzione di massa all'autenticità.
L'idea è nata durante la vendemmia del 2020, quando cinque viticoltori —Jorge Gil, Íñigo Perea, Luis Salazar, Alain Quintana e Alberto Martínez— hanno deciso di recuperare la figura del viticoltore tradizionale, colui che coltiva, produce e imbottiglia il proprio vino. Anziché vendere la loro uva alle grandi cantine, hanno scelto di tornare a fare ciò che facevano i loro nonni: vinificare la propria raccolta, seguendo il ritmo della terra e l'istinto di chi la conosce.
Dietro al progetto vi è anche la visione di Telmo Rodríguez e della Granja Nuestra Señora de Remelluri, che agiscono come mentori e compagni di viaggio. Il loro supporto tecnico e umano è stato fondamentale per dare forma a questa nuova generazione di viticoltori che non cerca di competere, ma di rivendicare la diversità e il carattere di una Rioja più umana, più sincera e meno industrializzata.
Tra di loro, Alain Quintana rappresenta la forza della continuità. La sua famiglia si è stabilita a Labastida nel 1613, e per dodici generazioni ha vissuto legata al vigneto. Suo nonno Luis è stato l'ultimo affittuario di una famiglia nobile locale, in un'epoca in cui la viticoltura era più uno stile di vita che un'attività commerciale. Con il passare degli anni, parte di quelle terre è stata venduta, ma Alain ha deciso di restare, mantenendo una piccola parcella chiamata Espirbel, il cuore della sua storia. Lì produce il suo vino omonimo, un omaggio al suo lignaggio e alla perseveranza di chi non rinuncia alle proprie radici.
La coltivazione della garnacha, del tempranillo e del macabeo viene effettuata in modo rispettoso. Una volta mature, le uve vengono raccolte a mano, in cassette da 12 chili, e passano attraverso una doppia selezione prima di fermentare con lieviti autoctoni. Alain combina tecniche tradizionali —come la pigiatura quotidiana— con una gestione meticolosa dei rimontaggi per estrarre solo l'essenziale. Successivamente, il vino riposa per 2 anni in botti di diversi volumi, con un unico travaso annuale, prima di essere messo in commercio.
Espirbel è un vino di equilibrio e profondità, con note di frutta matura, sfumature erbacee e un fondo minerale che richiama il paesaggio di Labastida. Un ritorno consapevole al vigneto, alla famiglia, al lavoro ben fatto.