"La prima generazione lavora, la seconda progredisce e la terza spende" è un famoso detto che riflette l'idea che, in molti casi, le generazioni seguano un modello: la prima crea qualcosa dal nulla, la seconda lo fa crescere, e la terza lo spreca. Tuttavia, i detti sono solo questo, proverbi popolari, e non sempre riflettono la realtà. Oggi, ci sono molti esempi di famiglie e aziende che rompono questo ciclo. La prima generazione può avviare un progetto, ma la seconda non solo lo fa crescere, ma lo trasforma e lo adatta ai tempi attuali. E invece di "spendere" ciò che è stato guadagnato, la terza generazione può prendere quell'eredità e portarla oltre, innovando e fondendo la tradizione con le nuove tendenze. Un chiaro esempio di ciò è Matteo Fasoli, che, come parte della terza generazione della cantina familiare Fasoli Gino, ha deciso di andare oltre e trasformare l'intera tenuta in un progetto organico-biodinamico, cercando di ristabilire l'equilibrio naturale già esistente nella terra.
Situata nella regione di Soave, Valpolicella e Amarone a Verona, Italia, attualmente la tenuta coltiva 14 ettari di vigneto suddivisi in sette parti, variando il tipo di terreno da una parcella all'altra. Dal suo ampio portafoglio, Fasoli Gino Corte del Pozzo Valpolicella Ripasso è un vino rosso ottenuto dalle varietà corvina, corvinone e rondinella piantate su suoli pietrosi e sabbiosi. Partendo dagli ideali di sostenibilità ambientale e rispetto del territorio, si applica un'agricoltura rigenerativa e la vendemmia è manuale al momento ottimale di maturazione. In cantina, le uve sono accuratamente selezionate e pressate e, il mosto ottenuto, fermenta con lieviti autoctoni in piccole botti di rovere a temperatura controllata. Successivamente, il vino affina sulle fecce fini per 18 mesi prima dell'imbottigliamento. Infine, armonizza in bottiglia prima di essere immesso sul mercato.
Vellutato, complesso ed equilibrato, Fasoli Gino Corte del Pozzo Valpolicella Ripasso è un vino che dimostra che il successo non risiede nel numero di generazioni, ma nella visione e nell'impegno costante per far crescere il patrimonio familiare in modo responsabile e creativo.